Marie aspetta Marie

Artikelnummer: 978-88-459-3245-8
Einband: Kartonierter Einband (Kt)
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Chi ha letto "La donna di Gilles" sa che non c'è un'altra scrittrice capace come Madeleine Bourdouxhe di raccontare gli sbigottimenti e le lusinghe dell'amore: senza sbavature né svenevolezze, ma con un'intensità e un'evidenza che hanno qualcosa di lancinante. In questo secondo romanzo della Bourdouxhe (che Jonathan Coe ha definito «una delle più belle scoperte letterarie degli ultimi anni») non siamo più nella grigia e fuligginosa periferia di Liegi, bensì nella "douceur de vivre" della Parigi della fine degli anni Trenta; e se Elisa, la struggente protagonista della Donna di Gilles, viveva nell'attesa, nel dono di sé, nella devozione assoluta per un marito di cui tutto sapeva accogliere e perdonare, Marie (che pure ama profondamente il suo, di marito) scopre la violenza della passione quando, su una spiaggia della Costa Azzurra, incrocia lo sguardo di un ragazzo di vent'anni dalle spalle sottili, i fianchi stretti e le lunghe gambe abbronzate. Un pomeriggio si incontrano, come per caso, su un sentiero che costeggia il mare e, su un pezzetto di carta che lei non getterà, lui scrive un numero di telefono. Che Marie chiamerà, tornata a Parigi, dalla cabina telefonica di un caffè. In una breve Nota all'edizione Gallimard della Donna di Gilles, Madeleine Bourdouxhe aveva scritto: «L'annientamento nell'amore: un po' la storia di tutte le donne», ma qui la prospettiva è cambiata, e il suo sguardo segue con vibrante complicità il percorso di una donna che affronta, con un'audacia che quasi la stupisce, «l'intransigenza del desiderio». E che alla fine del libro, a chi le chiede il suo nome, risponde di chiamarsi Marie «Marie e basta». «Saltando dalle rocce sulla sabbia, il ragazzo tende la mano a Marie per aiutarla. Lei ha già preso lo slancio, convinta che lui si farà da parte per lasciarla saltare. Invece non si muove, la accoglie tra le braccia e la tiene stretta per qualche secondo. «Si siedono sulla sabbia. Potrebbero parlarsi ancora: delle colline lontane che digradano verso il mare, della forma di una villa bianca tra i cipressi. Ma a che serve? Sanno che non c'è niente da dire. Accettano tra loro quel silenzio, la ricchezza, la sincerità di quel grande silenzio. Sanno pure che in quel momento vedono ogni cosa dalla stessa prospettiva e che, per entrambi, quella vela rossa sul mare spicca netta, aspra, crudele come quella cosa che è in loro». Con una nota di Faith Evans.

Chi ha letto "La donna di Gilles" sa che non c'è un'altra scrittrice capace come Madeleine Bourdouxhe di raccontare gli sbigottimenti e le lusinghe dell'amore: senza sbavature né svenevolezze, ma con un'intensità e un'evidenza che hanno qualcosa di lancinante. In questo secondo romanzo della Bourdouxhe (che Jonathan Coe ha definito «una delle più belle scoperte letterarie degli ultimi anni») non siamo più nella grigia e fuligginosa periferia di Liegi, bensì nella "douceur de vivre" della Parigi della fine degli anni Trenta; e se Elisa, la struggente protagonista della Donna di Gilles, viveva nell'attesa, nel dono di sé, nella devozione assoluta per un marito di cui tutto sapeva accogliere e perdonare, Marie (che pure ama profondamente il suo, di marito) scopre la violenza della passione quando, su una spiaggia della Costa Azzurra, incrocia lo sguardo di un ragazzo di vent'anni dalle spalle sottili, i fianchi stretti e le lunghe gambe abbronzate. Un pomeriggio si incontrano, come per caso, su un sentiero che costeggia il mare e, su un pezzetto di carta che lei non getterà, lui scrive un numero di telefono. Che Marie chiamerà, tornata a Parigi, dalla cabina telefonica di un caffè. In una breve Nota all'edizione Gallimard della Donna di Gilles, Madeleine Bourdouxhe aveva scritto: «L'annientamento nell'amore: un po' la storia di tutte le donne», ma qui la prospettiva è cambiata, e il suo sguardo segue con vibrante complicità il percorso di una donna che affronta, con un'audacia che quasi la stupisce, «l'intransigenza del desiderio». E che alla fine del libro, a chi le chiede il suo nome, risponde di chiamarsi Marie «Marie e basta». «Saltando dalle rocce sulla sabbia, il ragazzo tende la mano a Marie per aiutarla. Lei ha già preso lo slancio, convinta che lui si farà da parte per lasciarla saltare. Invece non si muove, la accoglie tra le braccia e la tiene stretta per qualche secondo. «Si siedono sulla sabbia. Potrebbero parlarsi ancora: delle colline lontane che digradano verso il mare, della forma di una villa bianca tra i cipressi. Ma a che serve? Sanno che non c'è niente da dire. Accettano tra loro quel silenzio, la ricchezza, la sincerità di quel grande silenzio. Sanno pure che in quel momento vedono ogni cosa dalla stessa prospettiva e che, per entrambi, quella vela rossa sul mare spicca netta, aspra, crudele come quella cosa che è in loro». Con una nota di Faith Evans.

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VerlagAdelphi
EinbandKartonierter Einband (Kt)
Erscheinungsjahr2018
Seitenangabe160 S.
AusgabekennzeichenItalienisch
MasseH21.8 cm x B13.9 cm x D1.5 cm 230 g
ReiheFabula; Adelphi
AutorBourdouxhe, Madeleine / Cillario, Graziella (Übers.)

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Über den Autor Madeleine Bourdouxhe

Madeleine Bourdouxhe nasceu em Liège, a terceira maior cidade da Bélgica. No início da Primeira Guerra Mundial, ela e a família mudaram-se para a França, passando por várias localidades até se estabelecerem em Paris. Em 1918, com o fim do conflito, voltaram a viver na Bélgica. A futura escritora estudou filosofia na Universidade Livre de Bruxelas e trabalhou como secretária vitalícia da Libre Académie de Belgique (Fondation Picard). Em 1927, casou-se com o professor de matemática Jacques Muller, vínculo que se manteve até a morte dele, em 1974. A filha do casal nasceu em 1940, no mesmo dia da invasão da Bélgica pelos alemães. Durante a Segunda Guerra, Bourdouxhe dissociou-se da editora Gallimard e se recusou a publicar seus livros por editoras que colaborassem, de alguma forma, com os ocupantes nazistas. A autora fez parte da Resistência belga e, numa segunda temporada em Paris, conviveu com os escritores Simone de Beauvoir, Raymond Queneau, Paul Éluard e Jean-Paul Sartre e os pintores René Magritte e Paul Delvaux. Em 1943, publicou o romance À la recherche de Marie, também analisado por Beauvoir. Além dos livros citados, Bourdouxhe publicou, entre outros, Sous le Pont Mirabeau (1944) e Les temps passés (1956). Na década de 1980, ocorreu um interesse renovado por sua literatura, resultando em reedições e traduções de sua obra. Nas últimas décadas, o fenômeno se repetiu fora do espaço francófono, ao ter sua obra vertida para o inglês. A autora não se importava muito em manter uma carreira literária. "Coloquei o prazer de me expressar de acordo com meus sentimentos bem acima da preocupação em ser publicada", disse. "Uma vez o livro escrito, eu deixava de me interssar por ele." Seu primeiro romance, Vacances, nunca chegou a vir a público. E A mulher de Gilles foi lançado por insistência do cultuado editor e escritor Jean Paulhan, que se entusiasmou ao lê-lo. Madeleine Bourdouxhe morreu em Bruxelas em 1996, de causas naturais.

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