La grande guerra del Peloponneso. 447-394 a.C

Artikelnummer: 978-88-581-5515-8
Einband: Fester Einband
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La democrazia imperiale ateniese mirava al dominio commerciale nel Mediterraneo: donde la catena di conflitti in cui si impegnò contro i 'barbari', contro i Greci, contro i suoi stessi alleati. L'oligarchia spartana non accettava di vedere scosso il proprio tradizionale predominio. Gli Ateniesi pretendevano di esportare la democrazia imponendola con la forza innanzi tutto ai propri alleati. Gli Spartani proclamavano di portare la libertà ai Greci oppressi da Atene. La guerra - scrisse Tucidide - era inevitabile. Tutto era incominciato con la sfida ateniese a sostegno della rivolta antipersiana dei Greci d'Asia e con la risposta, vent'anni dopo e in grande stile, da parte del Gran Re volta a sottomettere, oltre ai Balcani, la penisola greca. E tutto sembrerà concludersi circa un secolo dopo con la 'pace del Re'. Una pace imposta ai Greci dalla Persia per il tramite della potenza militare spartana, cui l'aiuto del Gran Re aveva consentito di sconfiggere Atene. Il Gran Re lasciava intendere che solo il suo predominio avrebbe portato la pace ai Greci. E i Greci, finché non affiorò alla storia il regno macedone, la accettarono. Non a torto Arnold Toynbee definì la guerra tra Sparta e Atene 'suicidio della Grecia classica'. Una vicenda esemplare. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.

La democrazia imperiale ateniese mirava al dominio commerciale nel Mediterraneo: donde la catena di conflitti in cui si impegnò contro i 'barbari', contro i Greci, contro i suoi stessi alleati. L'oligarchia spartana non accettava di vedere scosso il proprio tradizionale predominio. Gli Ateniesi pretendevano di esportare la democrazia imponendola con la forza innanzi tutto ai propri alleati. Gli Spartani proclamavano di portare la libertà ai Greci oppressi da Atene. La guerra - scrisse Tucidide - era inevitabile. Tutto era incominciato con la sfida ateniese a sostegno della rivolta antipersiana dei Greci d'Asia e con la risposta, vent'anni dopo e in grande stile, da parte del Gran Re volta a sottomettere, oltre ai Balcani, la penisola greca. E tutto sembrerà concludersi circa un secolo dopo con la 'pace del Re'. Una pace imposta ai Greci dalla Persia per il tramite della potenza militare spartana, cui l'aiuto del Gran Re aveva consentito di sconfiggere Atene. Il Gran Re lasciava intendere che solo il suo predominio avrebbe portato la pace ai Greci. E i Greci, finché non affiorò alla storia il regno macedone, la accettarono. Non a torto Arnold Toynbee definì la guerra tra Sparta e Atene 'suicidio della Grecia classica'. Una vicenda esemplare. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.

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VerlagLaterza
EinbandFester Einband
Erscheinungsjahr2024
Seitenangabe288 S.
AusgabekennzeichenItalienisch
MasseH23.3 cm x B16.3 cm x D2.8 cm 564 g
ReiheCultura storica; Laterza
AutorCanfora, Luciano

Alle Bände der Reihe "Cultura storica; Laterza"

Über den Autor Luciano Canfora

Luciano Canfora (Bari, 1942) es historiador y filólogo, profesor de Filología Latina y Griega. Licenciado en Historia de Roma por la Universidad de Pisa (1964), sus estudios abordan múltiples ámbitos de la cultura clásica. Entre sus obras se encuentran: La democracia, historia de una ideología (2004), Una profesión peligrosa (2006), Exportar la libertad: el mito que ha fracasado (2008), El viaje de Artemidoro (2011), Ideología de los estudios clásicos (2012), La historia falsa y otros escritos (2013), Julio César (2014), El copista como autor (2014), El mundo de Atenas (2014) y La biblioteca perdida (2022). Es miembro del Instituto para la Tradición Clásica de Boston y de la Fundación Instituto Gramsci, de Roma. Dirige la revista Quaderni di Storia.

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